di ELISABETTA BAGATELLA

 

 

 Era un giorno d’estate, un giorno che sembrava infinito, un giorno in cui pensavo solo:”Ho voglia di vacanze, di andarmene da questa casa e di divertirmi con gli amici”.

 Allora presi il telefono, chiamai Sam e mi organizzai per partire per un viaggio, che dentro di me sapevo mi avrebbe cambiato la vita.

 Sam mi propose di fare un viaggio in nave, pensai subito alla Grecia e mi sbrigai così per prenotare i biglietti. Il viaggio durò  due giorni.  Partimmo e tutto sembrava così tranquillo come se la nave fosse vuota, quasi come se fossi sola e non ci fosse nemmeno Sam.

Non riuscivo a spiegarmi la mia tranquillità, solo dopo mi accorsi che la mia voglia di divertirmi non mancava, ma l’acqua si, l’acqua, lei ti rende una persona calma una persona diversa una persona in grado di rendersi conto di tutto il bello che c’è in questo mondo. Passai due giorni a fissare il mare e mi accorsi  che  anche lui così tranquillo a modo suo parla, anche lui a modo suo si esprime, agitato o calmo: ” Ma se qualcuno prova a spiegare tutto questo ad una persona, allora sei un pazzoide con visioni, la gente non riesce a chiudere gli occhi e ad aprire un mondo tutto suo, probabilmente perché quando sei piccolo non ti insegnano ad aprire gli occhi nel modo esatto ma ti insegnano ad aprire gli occhi come qualunque persona senza farti troppe domande vedendo le cose da un solo lato” pensai. Chiamai Sam e gli dissi:” Ehi Sam,  guarda è come se il mare volesse dirci qualcosa, sembra che ci voglia dire di scappare!|”. Allora Sam mi rispose:” Ti senti bene?”. Lasciai perdere, era ovvio che non mi avrebbe capito. Arrivammo in Grecia ci precipitammo in hotel sembrava tutto così bello: la piscina, la camera perfetta, ma dentro di me non ero felice; ero una persona triste, sentivo che  mancava qualcosa allora chiesi a Sam di andare in spiaggia, volevo rivedere il mare, volevo riempirmi ancora di idee su di lui e pensare che alla fine l’unico a capirmi era proprio il mare. Decisi di tuffarmi dentro al quel mare come se fosse stato il mio migliore amico pronto a salvarmi se avessi sbattuto la testa.  L’acqua era alta e io non sapevo nuotare. Sam si lanciò verso di me, l’acqua era mossa ma appena mi buttai il mare sì calmò come se volesse aiutare Sam a salvarmi; in quel momento passò una barca , Sam né approfittò per portarmi  in ospedale.

Non mi sentivo male, non sentivo nemmeno il dolore, ero felice; dopo tutto ero riuscita a incontrare il mio migliore amico: il mare. Non riuscivo a spiegarmi il fatto che ero in ospedale, non né avevo bisogno, io stavo bene! Mi curarono ed infatti non ero così grave, avevo solo due piccole fratture.

 Tornammo in hotel e Sam cominciò a preparare le valige, ero confusa, non capivo, lui voleva andarsene ma era tutto così bello , e poi non c’era un vero motivo,

Ci provai in tutti i modi a convincerlo a rimanere, ma nulla lui non voleva saperne! Così tornammo a casa e tutto tornò alla normalità. Era tutto così monotono, ma misi il cuore in pace , e mi promisi di tornare da lui… il mio migliore amico!