di ELISA FAVARO

 

 

Io sono libera, ho dieci anni. Vivo qui in campagna con mia zia, e mio fratello. Mia madre è in Austria per lavoro, e mio papà è morto quando ero piccola. Il suo Hobby  era fare il sub, e un giorno, andando a fare un’ immersione, ci fu una tempesta, e le onde me lo portarono via. Non ho mai sentito il bisogno di averne uno, mia zia mi ha sempre riempito di amore. Due mesi fa, al primo giorno delle vacanze estive, io e la mia migliore amica Jay andammo come sempre nel nostro posto preferito: é un lago, è il nostro posto segreto, dove ci rifugiamo quando abbiamo il bisogno di stare sole, per noi ,è il nostro posto di riflessione, isolato dal mondo esterno. Quel giorno,  alle due in punto la incontrai là, seduta su un tronco di un ramo. io mi sedetti vicino a lei. Jay mi disse: “E’ sempre meraviglioso questo posto… peccato che non potrò più venirci”. Io la guardi  stupita e chiesi:” in che senso? Cosa vuol’ dire che non ci puoi più venire?” lei mi guardò con aria triste, e poi sentii la sua voce che diceva: ” Libera, é difficile da spiegare…” si interruppe per qualche secondo: “Io a breve devo trasferirmi in Australia, ti prego capiscimi, non dipende da me”. Io non sapevo cosa dire mi alzai, poi le andai davanti, adesso eravamo faccia a faccia. Cercai di mantenere la calma, poi le chiesi:” Perché non me l’hai detto prima? ” lei disse:” Non volevo che ti preoccupassi, volevo passare il tempo insieme a te senza pensare di andare via”  questa volta persi la pazienza e dissi: ” Se me l’avessi detto prima forse avrei capito, ma adesso no, se è per me puoi anche andartene tanto sono abituata ad essere lasciata sola.” infine mi girai e me ne andai. Non so perché le avessi parlato in quel modo, quando si è arrabbiati si dicono cose che non si pensano veramente. Arrivata a casa mi precipitai in camera mia. Pensai al lungo a quello che avevo detto,quindi decisi di andarmi a scusare magari era ancora lì. Ma quando arrivai non c’era nessuno, anzi c’era un biglietto proprio dove lei era seduta, diceva:” Forse io avrò anche sbagliato a non dirtelo prima , ma essendo la tua migliore amica pensavo mi avresti capita, adesso farò come vuoi , me ne andrò  via e giuro che non mi rivedrai mai più.” Ho combinato un disastro, ad un certo punto una lacrima scese sul mio viso, poi rimbalzò sul laghetto, ad un certo punto sentii una voce che mi diceva: ” Libera non piangere” io mi girai e non vidi nessuno, mi nascosi dietro un albero e dissi:” chi sei? Come fai a sapere il mio nome?” e sempre la voce misteriosa rispose:” Tranquilla Libera, sono Azzurra, sono dentro il lago.” Io guardai dentro, a me sembrava che non ci fosse nessuno:” Dove? Qui non c’è  nessuno.” Azzurra mi rispose ridendo:” Io sono l’ acqua che sta dentro il lago, senza di me sarebbe vuoto.” Io mi sedetti poi dissi:”Hai visto anche la litigata tra me e Jay?”,  ”Certo, mi dispiace molto, ma se devi scusarti fallo adesso. Ho sentito che questa sera partiva verso le sei” Io senza pensarci due volte salutai Azzurra e cominciai a correre, come non ho mai avevo corso prima. Erano le cinque e l’aeroporto era a circa mezz’ora di strada. Non ce l’ avrei mai fatta a correre per così tanto tempo. Andai a casa e chiesi a zia se mi poteva portare in aeroporto. Partimmo in tutta fretta con mia zia in macchina che mi faceva un milione di domande, io ero troppo concentrata a pensare a cosa potevo dirle. Arrivate corsi dentro schiantandomi addosso ad un sacco di persone, ma non mi importava, mi bastava trovare Jay . Ormai quando persi le speranze la vidi, stava già entrando così urlai: ” Jay” tutti si giravano verso di me, poi mi avvicinai e le dissi: ” Scusami, sono stata sciocca a dirti quelle cose, hai ragione sono la tua migliore amica e lo sarò sempre, quindi dovevo capirti, non è stata una tua decisione, ma mi sono arrabbiata perché avevo paura che non ci saremmo mai più riviste, quindi scusa. ” Lei si girò e mi abbracciò poi mi disse: “Libera, non sono mai stata arrabbiata con te, dopo che mi hai detto quelle cose ero triste ma poi ho capito che l’hai fatto per me”. Ci sentiremo quando arrivo in Australia, Ora devo andare.” Io la salutai poi vidi il suo aereo partire. Ritornai a casa con mia zia, lei non mi fece troppe domande, non sapeva neanche che stesse per partire. Appena arrivai a casa tornai al lago e dissi ad Azzurra :”C’è qualcuno? Azzurra?” Fortunatamente lei era lì : ”Libera come è andata?” chiese lei , “Bene, lei ha accettato le mie scuse, e abbiamo fatto pace” poi sentii Azzurra bisbigliare tra se e se dicendo: “La mia magia ha funzionato ancora”. Io la guardai e dissi:” In che senso la tua magia ha funzionato?” Azzurra non sapeva cosa dire :” E va bene, io sono magica ho il potere di esprimere i desideri, ma esprimo solo ciò che vuoi con tutto il cuore, non te l’ho perché pensavo te ne saresti approfittata come ha già fatto qualcuno” . Wow, allora Azzurra era anche magica. Non volevo farle altre domande. Ad un certo punto poi mi addormentai. La mattina mi svegliò una voce stonata che cantava. Era Azzurra, che mi disse: “Buongiorno Libera, vedo che ti sei svegliata.” La salutai e mentre stavo per andarmene lei disse: ” Non vorrai mica lasciarmi sola”. Io mi fermai e le dissi: “Non pensavo che tu ti sentissi sola. Ok oggi non ho niente da fare”. Ci raccontammo un sacco di cose, imparammo a conoscerci. Dopo giorni si fortificò il nostro legame, Azzurra diventò come una seconda mamma per me, e anche quando cominciai la scuola media continuai comunque ad andare tutti i giorni  al lago. Quando avevo bisogno lei c’era e io c’ero per lei, forse è perché siamo fatte tutte e due dalla stessa cosa: ACQUA.