di ALICE ANTELLI

 

 

Ciao mi presento io sono Alice e  non potrete mai capire cosa mi e capitato, ho incontrato la signora acqua. Però e meglio ripartire dall’ inizio: dunque io mi chiamo Alice , ho 13 anni e vivo ai caraibi. Io ed alcuni miei amici di nome: Rosalba, Vincenzo e Claudia un sabato mattina decidemmo di andare al mare. Appena arrivammo fu come se fossimo in paradiso, la spiaggia aveva la sabbia bianca come le nuvole e fina come un filo di seta; il mare aveva un colore azzurro  cristallino, c’erano diverse palme ed erano molto alte con un tronco fino e di colore molto chiaro, inoltre queste palme avevano delle foglie molto chiare e abbastanza grandi e sotto ogni palma c’erano delle noci di cocco. Io e i miei amici  appena arrivammo   ci facemmo il bagno e stammo  in acqua fino all’ora di pranzo, finito di pranzare ci abbronzammo fino alle quattro circa, e prima di andare via ci facemmo  il bagno. Insomma passammo una bellissima giornata e quando i genitori vennero a riprenderci noi ci promettemmo che ogni sabato saremo andati in quella magnifica spiaggia, e così fu. Tornammo li tutti i sabati e intanto passavano i mesi , le stagioni. Era  un caldo  sabato d’estate e noi andammo in quella magnifica spiaggia. Appena arrivammo non credemmo ai nostri occhi. La spiaggia ed il mare erano ricoperti  di plastica. Cosi  ci avvicinammo al mare e  d’un tratto si alzo un vento fortissimo quasi ci spazzava via e il mare iniziò a riempirsi di onde, un certo punto arrivò un onda enorme che si avvicinò a noi. Noi eravamo spaventati, ad un certo punto l’onda ci inziò a parlare. Ci disse:”Buongiorno, io mi chiamo  Signora acqua io ho creato i fiumi; i mari e gli oceani.” Noi  a queste parole rimanemmo sbalorditi. Poi lei continuò dicendo:”Io ho una missione che ho bisogno voi compiate. Io gli chiesi qual’era questa missione e lei ci rispose:”voi dovete  ripulire questa spiaggia da tutta la plastica” noi accettammo e ci mettemmo  a ripulire tutta la spiaggia da cima a fondo. Verso sera finimmo il lavoro, eravamo molto soddisfatti infatti ora la spiaggia era pulitissima e l’onda ci ringraziò infinitamente. Dopo poco i nostri genitori  vennero a prenderci e quella sera tornammo a casa felici e senza preoccupazioni. La settimana passava e noi eravamo ogni giorno più felici di aver salvato la spiaggia. Così il sabato di buon ora tornammo nella spiaggia solo che appena arriavammo vedemmo  la nostra amica signora acqua che ci attendeva, all’ inizio pensammo   ci volesse dare buone notizie   solo che lei ci disse che è a causa dell’ uomo che invece di fare la raccolta differenziata buttano tutto in mare per fare prima.” A queste parole la signora acqua scoppiò in lacrime e noi andammo a consolarla dicendogli che  saremmo andati a salvare gli oceani e la signora acqua si offrì di indicarci la starda. Così noi ci inventammo una scusa con i genitori, ci costruimmo una barca e lasciammo che la signora acqua ci guidasse. Le nostre prime tappe furono tutti i mari , poi passammo agli oceani, poi ai laghi, dopo ancora ai fiumi e per finire ai canali. Signora acqua era fiera di noi e del nostro lavoro, ormai la barca era piena di immondizia. Tormando indietro passammo vicino a un isola dove c’erano dei ragazzi che stavano gettando dei rifiuti in mare. Noi andammo vicino a loro e dopo vari tentativi riuscimmo a farli ragionare e a fargli capire che quell’ immondizia non va sul mare ma va sulla raccolta differenziata. Detto questo proseguimmo il viaggio di ritorno, quando arrivammo sulla spiaggia ringraziammo signora acqua per averci portato e ognuno se ne tornò a casa propria. Io quell’ avventura non me la dimenticherò mai tanto che adesso che sono grande ho aperto un associazione che si impegna ad andare a raccogliere la plastica gettata sui fiumi; laghi,mari. Questa associazione è stata formata insieme ai miei amici di avventura. Una regola molto importante da non dimenticare non bisogna gettare in mare i rifiuti perché danneggiano sia l’ambiente ma soprettutto uccidono i pesci,i delfini,le tartarughe,le balene e gli squali.Spero che questo racconto vi sia servito a rendervi conto cosa vuol dire non riciclare.