di MATTIA IODICI

 

 

Una goccia d’acqua vagava per il mare, felice, mai sola. Quanto si divertiva a spumeggiare tra le onde!

Un giorno, mentre nuotava, iniziò a chiedersi  se quella sarebbe stata la sua vita per sempre; vedeva i gabbiani volare, il sole sorgere e tramontare, i pesci nuotare … le sembrava che la sua vita fosse noiosa.

Cercò suo nonno e gli raccontò la sua tristezza e i suoi dubbi: “Perché nonno la nostra vita è così monotona e perché siamo tutti uguali? Tutte le altre creatura sono belle e fanno tante cose, ma noi … “

Il  nonno ascoltava la nipotina, poi la fermò e le parlò: “ Tu forse ancora non sai che l’acqua è proprio una cosa speciale! Tu lo sai che l’acqua si può trasformare in tante forme diverse? Se fa molto caldo diventa come il vento, se fa molto freddo diventa come un sasso e se poi torna il caldo essa ritorna nel mare … “

La gocciolina ascoltava il nonno:” Veramente???” lo interrompeva.

“Certo” riprese il nonno “l’acqua dal mare può salire in cielo e dal cielo scendere sulla terra, l’acqua da la vita alle piante, agli animali, all’uomo; l’acqua è vita! Ma tutto questo avviene perché vive in armonia con tutti, con il sole, con il vento, con il fuoco e con il gelo..” Il nonno continuava a parlare e la gocciolina ascoltava, ascoltava e mentre ascoltava sentì molto caldo e si sentì portare in alto, verso il cielo; mentre saliva vedeva il nonno sempre più piccolo ma lo sentiva dire: “vai piccola mia, vivi la tua vita, che sarà speciale!”

La gocciolina era impaurita ma anche curiosa; fu travolta da un forte vento che la portò lontano e cominciò a sentire molto freddo, sempre di più. Si strinse forte insieme ad altre gocce e insieme formarono un grosso sasso. Si chiama ghiaccio, le dissero le altre gocce; pensò al nonno.

Passò qualche tempo, abbracciata stretta alle altre gocce e vide animali che non aveva mai visto: uccelli che non volavano ma che nuotavano, orsi dal pelo candido come la neve che la circondava; foche simpatiche che si stendevano su di lei a giocare e a riposare.

Venne però molto caldo e l’abbraccio delle sorelle gocce si sciolse e la gocciolina tornò a nuotare nel mare.

La corrente la trasportò vicino ad una riva. Da lì scorgeva tante case e tante fabbriche. Le gocce in quel posto erano diverse, avevano un odore strano, si muovevano poco ed erano tristi e silenziose.  La goccia non capiva e perciò chiese ad un’altra cosa stesse succedendo. Questa le disse:” Tutto questo è colpa dell’uomo che sporca e ci inquina”. La goccia restando in quel luogo inquinato cominciò ad essere anche lei sporca e triste. Si domandava il perché: “perché l’uomo ci tratta cosi’ visto che ha bisogno di noi per vivere?”

Mentre era assorta tra i suoi pensieri, arrivò una corrente molto forte che la trasportò  in un luogo dove faceva molto caldo, tanto che un  giorno si sentì sollevare di nuovo verso il cielo e un forte vento la portava di qua e di là.. riuscì ad afferrare le mani di altre gocce e insieme restarono unite. Il  vento non si fermava, il sole non si vedeva più e si sentivano dei  rumori fortissimi. La gocciolina aveva paura ma cercava di non dimenticare le parole del nonno, quando le diceva “l’acqua è proprio una cosa speciale”…

E così restò unita con le mani alle mani delle altre goccioline e insieme si lasciavano trasportare dal vento: erano diventate una grande nuvola.

Ad un certo punto ci fu un rombo fortissimo e le loro mani si staccarono. La gocciolina si sentì cadere sulla terra, si adagiò sulla sabbia e piano piano sprofondò. Sì posò sopra un piccolo seme. Lì sotto era buio ma la gocciolina non aveva paura perché era sicura che sarebbe successo qualcosa di speciale. Passò la notte e al mattino la goccia non c’era più ….

Dove era caduta ora  era cresciuto un bellissimo fiore.