di TOMMASO LORO

 

 

C’erano una volta, in una terra lontana, due popoli nemici che si dividevano lo stesso territorio e sulla linea di confine c’era un laghetto che era l’unica risorsa d’acqua. Le due popolazioni erano in conflitto da molti anni per tenersi l’acqua e un giorno decisero di svuotare il laghetto e fecero a gara per accaparrarsi più acqua possibile, anche sprecandola, in quel momento pensavano solo egoisticamente a portare più acqua possibile dalla loro parte. Ben presto l’acqua finì e tutti erano disperati, cominciarono a insultarsi, a farsi la guerra e la gente moriva inutilmente.

Un giorno per fortuna capirono che così non avrebbero risolto il problema e si misero d’accordo per andare a chiedere consiglio allo stregone Lesotutte, che si trovava in fondo alla grotta sacra. Lo stregone era considerato molto saggio ed erano sicuri che avrebbe dato loro la soluzione al problema dell’acqua.

Lesotutte spiegò agli abitanti che dovevano andare alla fine di tutte le terre dove abitava l’unicorno magico. Nel tragitto avrebbero incontrato numerose e difficili prove da superare, ma per riavere l’acqua, avrebbero dovuto collaborare ed aiutarsi.

I due capi radunarono i ragazzi più forti e partirono per l’avventura. Incontrarono un mostro di ghiaccio che non riuscirono a sconfiggere perchè erano troppo orgogliosi per allearsi e combattere insieme. Così il mostro li lanciò uno ad uno sul monte Budino, ma era talmente molliccio che non riuscivano a camminarci sopra, anzi sprofondarono.

Tutte le persone inghiottite dal monte, finirono al suo interno in un labirinto pieno di trappole magiche che erano visibili solo dai propri avversari. Per la prima volta capirono che avrebbero dovuto aiutarsi e rivelandosi a vicenda dov’erano posizionate le trappole, riuscirono ad uscire sani e salvi. Non sapevano però che cosa li stava aspettando… stavano ancora gioiendo per essere riusciti ad uscire dal labirinto, quando si accorsero che erano nel bel mezzo del deserto di Goblin e in lontananza si vedeva che stavano per arrivare come un’ondata proprio loro, i Goblini, gli abitanti di quello strano posto.

Ricordando quanto era appena accaduto, unirono le forze prima dell’attacco e riuscirono, non senza difficoltà, a sconfiggere i Goblini. La battaglia durò  dieci settimane, erano stremati ma felici di aver vinto. Insieme costruirono un accampamento per riposarsi prima di riprendere il viaggio l’indomani mattina.

Quando si svegliarono, la luce del sole permise loro di vedere il confine bianco segnato dai loro antenati, era lì che dovevano arrivare, ma per farlo avrebbero dovuto attraversare un mare acido. Anche questa volta capirono che la cosa più saggia era mettere insieme le forze e dopo quaranta giorni di duro lavoro, terminarono il loro progetto. Costruirono un ponte così grande e robusto come non se ne erano mai visti prima.

Oltrepassarono il mare felici di avercela fatta e non si accorsero che in tutto il tempo che era trascorso e le avventure che avevano vissuto insieme, era accaduta la cosa più importante: erano finalmente in pace.

Arrivati dall’unicorno magico infatti, questi disse loro, che potevano tornare a casa, perchè tutto era sistemato.

Gli abitanti si guardarono stupiti e non capivano, dopo tutta quella fatica si aspettavano una magia, una pozione o qualche amuleto da portare nelle loro terre per poter far tornare l’acqua. Si misero in viaggio con la speranza nel cuore che l’unicorno avesse ragione.

Nel viaggio di ritorno il paesaggio era cambiato, non era più secco e arido, ma trovarono molti ruscelli, la vegetazione era rigogliosa. Quando arrivarono finalmente a casa furono felici di scoprire che il laghetto tanto conteso era ora un bellissimo specchio d’acqua.

L’acqua quindi tornò, l’unicorno aveva ragione e capirono che la magia l’avevano fatta loro, andando d’accordo, aiutandosi e rispettando la natura che li ospitava, avevano ridato vita al laghetto.

Tolsero tutti i confini e vissero per sempre felici, bagnati e in compagnia.