di NICOLAS FRANCHIN

 

 

In una giornata fredda un gruppo di dodici ragazzi stava passeggiando per il bosco quando ad un certo punto la giornata fredda divenne anche molto piovosa. Per proteggersi dalla pioggia essi trovarono riparo in una grotta molto profonda e stretta ma pericolosa. Questi ragazzi andarono più in fondo che potevano, però a loro rischio e pericolo perché la pioggia non cessava e la grotta si stava riempiendo. I ragazzi non si accorsero dell’acqua che stava salendo dietro di loro fino a quando non trovarono una “salitina” dove sedersi, allora in quel momento si guardarono indietro e videro l’acqua: iniziarono a urlare “AIUTO”. Nessuno riusciva a sentirli perché erano troppo in profondità. Dopo un giorno che non tornavano a casa, i genitori iniziarono a preoccuparsi e chiamarono subito i soccorsi. I genitori dei dodici ragazzi raccontarono ai soccorsi che i loro figli erano andati a fare una passeggiata nel bosco però non sono ancora tornati. Allora i soccorsi andarono subito nel bosco a cercarli fino a quando non arrivarono davanti alla grotta. I dodici ragazzi, nel frattempo, continuarono a urlare a squarciagola e i soccorsi li sentirono, allora avvisarono subito i genitori dicendogli che i propri figli sono vivi ma intrappolati in una grotta. I poveri ragazzi avevano una fame incredibile mentre per la sete non si preoccupano perché bevevano l’acqua della pioggia. Il capo dei soccorsi voleva assolutamente salvare questi ragazzi, allora chiamò le sue truppe migliori compresi anche i sub perché tutti i vicoli di accesso erano completamente riempiti d’acqua. I soccorsi si misero subito in azione US usando i macchinari per togliere l’acqua dalla grotta ma con poco successo perché la pioggia continuava a scendere con insistenza. I sub con le tute, le maschere e le bombole d’ossigeno si avviarono dentro ai vicoletti, ma si accorsero subito che sarebbe stato difficile perché erano stretti e molto difficili da percorrere. In questa azione di salvataggio morirono purtroppo due sub. Dopo tante prove fallite finalmente il macchinario per togliere l’acqua stava procedendo con molto successo, e anche la pioggia finalmente stava cessando. Lavorarono incessantemente per tre lunghe settimane, senza mai fermarsi, giorno e notte perché la preoccupazione maggiore era la mancanza di cibo e ossigeno per i ragazzi da troppe settimane ormai. Finalmente i sub videro i ragazzi, stremati e impauriti, ma ancora tutti vivi. Con delle difficilissime operazioni di salvataggio cominciarono a passare le maschere e le bombole d’ossigeno ai ragazzi. Il sub con un ragazzo alla volta riuscì a salvarli tutti. Ci mise tre giorni ma alla fine fece un lungo pianto di gioia. Ad attendere fuori i ragazzi c’erano i loro genitori e il paese. Dopo aver fatto a tutti i ragazzi i dovuti accertamenti medici, li fecero rientrare a casa con il calore dei loro cari . I ragazzi decisero di ritrovarsi poi ogni anno davanti alla grotta per dedicare una preghiera per i due sub, che persero la vita per salvare la loro …gli dedicarono una targa scritta che misero davanti alla grotta .