di MARTINA RAMPAZZO

 

 

C’era una volta un regno lontano, in parte fantastico, dove quattro sorelle fate gestivano rispettivamente: sole, luna, aria e acqua.
Il sole veniva controllato dalla sorella più vecchia Solaria, fata dai capelli biondi e occhi dorati, che veniva amata da tutto il regno per il suo carattere estroverso ed aperto; la luna veniva gestita dalla seconda sorella per età chiamata Lunetta, fata dai capelli neri e occhi verdi, che per quanto avesse un carattere un po’ più chiuso e malinconico rispetto alla sorella maggiore veniva comunque elogiata dal popolo. La terza sorella di nome Ariella, comandava l’aria ed era una fata dai capelli grigi e occhi marroni, adorata da tutti gli abitanti del regno per il suo carattere frizzante anche se mutevole e costantemente in cambiamento.
La quarta sorella, la più piccola, era Acquarella e dominava l’acqua, era una fata dai capelli celesti e occhi azzurri ed era molto timida, dal carattere introverso e proprio per questo non era molto conosciuta nel regno né tanto meno amata; la piccola fata però se la si conosceva a fondo, si sarebbero potute scoprire le mille adorabili sfaccettature del suo carattere che all’apparenza nascondeva.
Acquarella inizialmente non dava molto peso al fatto di non essere tanto considerata, principalmente perché non ci faceva caso e non le importava.
Un giorno però finché si dirigeva al fiume che attraversava il regno sentì provenire da lì vicino delle voci; avvicinandosi lentamente capì che erano voci femminili e una volta arrivata vicino al corso d’acqua vide due bambine sulla riva del fiume che parlavano, allora si nascose dietro ad un albero per ascoltare la conversazione delle bimbe e riuscì ad udire a stento ciò che dicevano: “Si dice che ci sia una quarta sorella tra le fate dominatrici delle fonti principali del regno” “Davvero? E chi sarebbe?”; “La fata dell’acqua, inizialmente non ero certa di queste voci di corridoio che girano, infatti sono andata a chiedere a più persone se conoscono questa fata e nessuno ne sa nulla però poi mi sono ricreduta solamente perché mi sembra di aver letto dell’esistenza di questa fata in un libro tempo fa”, “Sì, ma che nome ha?”, “Acquarella, che nome ridicolo”; “Esatto”.
Udite queste parole la fata smise di interessarsi al seguito del discorso e se ne andò.
Dopo essere tornata a casa però cominciò a rendersi conto di ogni parola e di ogni particolare che provavano il fatto di non essere conosciuta e amata da nessuno. Con il passare del tempo per la mancanza di amore e di considerazione, la fata divenne sempre più triste fino a cadere in depressione.
I giorni passarono  e le sorelle si accorsero del cambiamento evidente di Acquarella poiché non mangiava più, non scherzava più e non usciva più di casa; ogni volta però che le sorelle provavano a chiedere ad Acquarella il motivo del suo abbattimento ella rispondeva con:” Non ho niente, lasciatemi in pace, sono solo un po’ stanca”.
Le sorelle inizialmente credettero ad Acquarella ma un giorno iniziarono a succedere cose strane: dal pozzo del regno a cui attingeva tutto il popolo non salì più acqua, dal cielo non scendeva più la pioggia e l’acqua del fiume che attraversava il regno aveva cominciato a scarseggiare fino a non esserci più una sola goccia d’acqua nel giro di pochi giorni.
Da quel momento fra il popolo cominciò a regnare il panico poiché la gente sarebbe riuscita a sopportare giorni senza sole, giorni senza la luce della luna piena e perfino giorni senza il vento ma giorni senza acqua no! Infatti l’acqua è un bene primario di cui si ha bisogno tutti i giorni! Tutti erano molto preoccupati e l’intero regno ebbe il tempo per riflettere e capire quanto importante fosse l’acqua essendo che senza essa non riuscivano a lavarsi, a dare da bere ad animali e ad irrigare i campi. Di questo problema non se ne accorse solo il popolo ma anche Solaria, Lunetta e Ariella che continuavano a insistere chiedendo alla sorella minore la verità sulla depressione in cui da qualche tempo era caduta e finalmente Acquarella si decise a parlare e a raccontare quanto era accaduto; una volta svelata la causa di questa sua tristezza, che aveva messo in difficoltà l’intero regno, le sorelle pensarono al miglior modo sia per far conoscere la sorella al regno, sia per far tornare l’amata sorella allegra come prima.
Così le fate dal giorno seguente cominciarono a raccontare a tutti dell’esistenza della sorella minore, lodandola, raccontando quanto fosse bella e brava e spiegando quindi il perché della scarsità d’acqua avuta negli ultimi tempi.
Nel giro di pochi giorni la notizia si era già diffusa ed era arrivata a tutti gli abitanti del regno che si riunirono insieme anche a Solaria, Lunetta e Ariella per organizzare una piccola festa a sorpresa in onore di Acquarella e in poco tempo fate e popolo avevano già finito di preparare.
Il giorno della festa le fate svegliarono presto Acquarella e la convinsero ad uscire di casa. Lei allora, ancora triste, si alzò piano dal letto dove ormai aveva passato settimane, si vestì con i vestiti più umili che si fosse mai messa e uscì di casa; come varcò la porta di casa vide davanti a lei tutti gli abitanti del regno, dai bambini più piccoli fino ai più anziani del popolo che la acclamavano in tutti i modi possibili: battendo piatti, urlando, fischiando, suonando quanti più strumenti possibili insieme, eccetera.
Acquarella alzò piano lo sguardo, scrutò uno ad uno tutti gli abitanti del regno per vedere se tra la bolgia di persone ci fossero anche le ragazzine che al fiume l’avevano derisa e le trovò ma nonostante ciò non disse una parola né dimostrò il suo stupore attraverso esclamazioni. Era finito il caos, c’era silenzio, tutti erano rimasti allibiti dalla mancanza di reazione della fata che agli occhi di tutti quelli che la vedevano per la prima volta appariva stupenda.
Le sorelle guardarono stupite Acquarella e poi spostarono lo sguardo alla folla che sembrava quasi delusa; dopo attimi di silenzio però la giovane fata sembrava aver cambiato carnagione, da pallida qual era le si erano arrossate le gote di felicità e tutti riuscirono a sentire in maniera lieve un rumore provenire da lontano che una volta divenuto più forte si riuscì a riconoscere: era il rumore dell’acqua che cominciava a riempire il fiume che fino a pochi minuti prima era senza nemmeno una goccia d’acqua;  evidentemente questo sembrava il risultato dell’approvazione da parte di Acquarella alla sorpresa che le avevano fatto e da quel momento cominciarono i festeggiamenti che durarono fino a tarda notte.
Con il tempo il popolo capì di non dover più escludere o ignorare Acquarella poiché aveva imparato quanto importante, se non indispensabile, fosse l’acqua e quanti benefici potesse donare, benefici di cui purtroppo non tutti possono usufruire e  in pochi riescono a sfruttare.