di ELENA CHERSOVANI

 

 

C’era una volta una ragazza: era bionda con occhi verdi ed era molto educata e gentile; si chiamava Zoe ed era orfana. Zoe era scappata da molti orfanotrofi perché voleva vivere in libertà. Adesso girovagava per la città in cerca di una casa. Di lavoro svolgeva le pulizie nel castello di un suo lontano parente che  ancora non conosceva molto bene. Mentre camminava per le vie della città,  Zoe trovò un cane molto grande, era bianco e nero, molto magro e sporco. Zoe riconobbe subito la razza: era un Border Collie. Lei si innamorò di quel cane e lo chiamò Ray. Lo portò con sé e, pochi metri dopo trovò un negozio per animali e comprò una scatola di croccantini e due ciotole. Appena Zoe uscì dal negozio mise il cibo nella prima ciotola e nella seconda mise l’acqua versata dalla bottiglia che aveva tirato fuori dalla sua borsa. Questa era l’ultima bottiglia che aveva in borsa, doveva comprarne altre perché l’acqua è indispensabile; soprattutto per lei perché camminando per tutto il giorno per le vie della sua città le veniva una gran sete! Non fece a tempo a mettere via la bottiglia che Ray aveva già finito tutto. A un certo punto le venne in mente che il castello di suo zio ospitava molte camere: forse l’avrebbe fatta stare là per un po’, almeno fino a che lei non avrebbe trovato una casa…

Il giorno dopo Zoe andò con Ray a far le pulizie dal suo parente; lo incrociò davanti al portone mentre stava per uscire e prima che lui se ne andasse disse: ”Scusi se la disturbo: siccome non ho nessun posto in cui vivere posso stare da lei fino a che non trovo una casa?”. Lui, con un basso tono di voce rispose: ”Non mi piacciono gli ospiti nel mio castello, soprattutto se stanno per più di un giorno!” Cambiò subito discorso: ”anzi, siccome vado a stare da amici per una settimana, metti a posto anche la mia camera, la cucina, il bagno che uso di più e il salotto…  Ah dimenticavo, non accetto cani!”. Dopo aver detto queste parole se ne andò con un’aria cupa.

Zoe si mise a piangere e andò in un posto molto importante per lei: ci andava ogni volta che doveva tirarsi su di morale, quando doveva trovare delle idee e quando doveva stare da sola mentre piangeva; ci andava molto spesso quando era triste perché solo quel posto riusciva a trasmetterle tranquillità, calma e serenità. Questo posto era dietro il castello, in quel punto era presente un paesaggio magnifico: composto da un lago attraversato da un ponticello di legno e ai lati del lago erano presenti i suoi fiori preferiti, le campanule. Mentre piangeva si sedette  in riva al lago e le sue lacrime scesero dai suoi occhi verdi smeraldo nel lungo e profondo lago pieno di speranze.

Passarono solo 2 minuti che per lei sembrarono ore e si accorse che Ray non c’era, allora entrò nel castello e sentii il suo cane abbaiare, seguì la voce del cane e lo trovò sul letto di una stanza piena di polvere in fondo al castello che sembrava dimenticata. Anche se era sporca quella stanza era bellissima e molto grande, la cosa più bella di quella stanza era la presenza di una finestra che si affacciava al ruscello, era abbastanza grande per uscire senza farsi vedere; c’era una specie di letto a castello che nella parte inferiore aveva una lunga scrivania con dei ripiani in alto, sopra erano presenti delle matite, penne, pennarelli, evidenziatori e un sacco di altre cose…  Invece in basso c’era una cassettiera con dentro  temperini, gomme, righelli, colle, ecc.

Poi era presente un angolo per truccarsi e prepararsi, alla sua sinistra c’era un armadio pieno di vestiti bellissimi e per finire c’era una biblioteca  piena di libri. Zoe si appoggiò al muro per vedere la camera da una miglior prospettiva, però il muro si trasse indietro e scoprì una stanza segreta con un bagno, una cucina e una stanza con una cuccia per cani, 10 sacchi di croccantini e una riserva di acqua.

Sembrava che in quella stanza ci fosse vissuta una persona col suo cane proprio come Zoe e quindi le venne in mente un’idea bellissima: pensò di vivere là senza che nessuno lo sapesse… Tanto il proprietario del castello era via per una settimana!

Era emozionatissima, voleva iniziare subito a metter a posto questa magnifica stanza, ma pensò che fosse meglio fare subito le faccende che le aveva dato il proprietario così si sarebbe tolta un peso; ci mise 5 ore ed era stanca morta, ma non così tanto da non voler iniziare subito a mettere a posto la stanza.

Zoe iniziò a prendere tutti i tipi di penne e le altre cose per scrivere, le provò tutte per vedere se erano da buttare oppure no e si accorse che tutte funzionavano alla perfezione, allora pulì tutta la scrivania comprese mensole e cassetti, poi passò al mobile del trucco e alla biblioteca e per finire all’armadio dei vestiti dove prese e poi mise tutti i vestiti nella lavatrice del bagno e trovò anche un vecchio computer ancora funzionante che mise sopra la scrivania. C’era anche una tv che appese al muro con delle viti che aveva trovato per terra. Iniziò a pulire anche la cucina, il bagno, e la stanza per Ray.

Alla fine si rese conto che mancavano un po’ di cose, allora preparò una lista per la spesa composta da: cibo, lenzuola, giochi per cani, scarpe, tovaglia, asciugamani, prodotti per capelli, asciugacapelli.

Zoe chiamò Ray e andò in città passando per il ponte del ruscello, e appena arrivò comprò tutto quello che le serviva e anche qualche cosa in più per lei e per il suo cane. Fece molto veloce perché aveva paura di trovare il proprietario del castello con i suoi amici. Per fortuna non lo trovò e torno nella sua stanza che ormai considerava la sua casa. Appena entrò, si accorse che non aveva ancora svuotato la sua pesante borsa che aveva da quando era scappata dall’orfanotrofio; la svuotò e trovò tre piccoli peluche di quando era piccola che mise sul suo letto, poi trovò la sua spazzola, il suo specchietto, i suoi occhiali da sole, le sue gomme da masticare, il suo Power Bank per caricare il suo telefono, i suoi smalti e tante altre cose; ma la cosa più importante era la collanina che le aveva dato sua madre quando era ancora molto piccola. Il ciondolo di questa collanina si apriva a metà e dentro era presente una foto che rappresentava Zoe insieme ai suoi genitori quando era andata per la prima volta in montagna in mezzo alla neve.  Il giorno dopo Zoe andò al ruscello a fare una passeggiata con Ray e come sempre si sedette in riva al ruscello nel prato verde, ricoperto dalle primule viola e pensò che forse, prima o poi, sarebbe riuscita a chiacchierare col proprietario del castello perché sapeva che infondo lui non era così cattivo come sembrava.

Passò quasi una settimana e Zoe fece un’altra scorta di cibo e di un po’ di altri oggetti per abbellire la casa e per divertirsi. Voleva avere abbastanza cibo almeno per 2 o 3 settimane perché non voleva rischiare di essere scoperta mentre usciva dalla finestra di nascosto. Arrivò la notte e Zoe salì le scale per andare sul suo letto a castello; era sia emozionata che nervosa perché il giorno seguente sarebbe arrivato il proprietario del castello, però non ci mise molto ad addormentarsi perché aveva trascorso una lunga e pesante giornata, passarono pochi secondi e cadde in sonno profondo…

Arrivò la mattina e Zoe venne svegliata da Ray, scese dal letto e mise i croccantini di Ray nella ciotola. Poi andò in cucina e fece colazione; fino a questo punto non si era ancora accorta che quel giorno sarebbe arrivato il proprietario del castello però quando si sedette sullo sgabello per iniziare a truccarsi si voltò alla sua destra e guardò il calendario che aveva comprato il giorno prima e si accorse che quel giorno sarebbe arrivato il proprietario, allora Zoe si preparò molto velocemente perché per sicurezza non voleva fare troppo rumore quando lui sarebbe arrivato…

Appena Zoe finì di prepararsi chiuse a chiave la porta della camera e mezz’ora dopo sentì il portone del castello sbattere seguito da dei passi; in quel momento era sicura che il proprietario fosse arrivato, era un po’ ansiosa anche se sapeva che si sarebbe potuta comportare normalmente, bastava che non facesse troppo rumore ma quello non era un grande problema perché lei era una tipa molto silenziosa.

Passarono mesi e la routine giornaliera di Zoe era sempre la stessa ovvero: essere svegliata da Ray, dargli il cibo, prepararsi, ascoltare un po’ di musica con le cuffie, cercare su internet cose da fare in casa per non annoiarsi (e ogni giorno ne faceva di diverse), riposare e guardare la tv.

Quel giorno però non iniziò molto bene perché Ray era molto agitato e alle nove di mattina fece cadere il portapenne di Zoe svegliando così il proprietario del castello e lei si preoccupò molto, quindi mise il suo cane nella sua morbida cuccia sperando che non facesse cadere più niente, però Ray dopo un po’ si stancò di stare là, andò in cucina e spostò la sedia del tavolo facendola strisciare per terra creando un forte rumore. Zoe corse subito dal suo cane per far sì che non creasse altri problemi, non capiva perché Ray si comportasse così. Le venne in mente che doveva portarlo ancora a spasso, allora con calma uscì per prima dalla finestra e poi fece uscire Ray, però appena si girò vide il proprietario proprio davanti a lei. Il proprietario reagì in modo molto strano; all’inizio era arrabbiato ma poi la sua espressione cambiò, iniziò a rattristirsi e pianse. Zoe le chiese che cosa avesse e lui rispose che lei le ricordava sua figlia Sara e il suo cane Jack. Purtroppo un giorno stavano attraversando la strada ma una macchina di corsa li investì. Zoe era molto triste, però era anche un po’ felice perché, come pensava, il proprietario del castello non era cattivo, era solo traumatizzato da una brutta vicenda. Allora Zoe per tirarlo su di morale lo portò al lago e gli spiegò tutto quello che le era successo e alla fine Zoe andò ad abitare nel castello col suo parente e vissero felici e contenti. E ogni pomeriggio andavano al ruscello a raccontarsi i loro segreti e le loro avventure.