di ALICE FATTORETTO

 

 

Ciao,

io mi chiamo Acqua e voglio raccontarti la mia storia. Sono nata moltissimi anni fa e venivo usata per la sopravvivenza di voi umani e del pianeta, sono nata insieme a voi ma non ve ne siete mai accorti, sapete, io vi ho sempre osservato,  vi servivo per non morire di sete, per essere puliti e per non avere i vestiti sporchi. Era così bello vedere i vostri volti felici ogni volta che c’ero, mi eravate talmente devoti, da avermi fatta dea, da darmi un padre chiamato Poseidone che mi governava, lui era un Dio molto potente che avete affidato a me come padre, poi però qualcosa è cambiato. Io sono ovunque, vi osservo dall’alto sotto forma di pioggia e vedo i vostri corpi correre di qua e di la come dei matti, vi osservo anche dal basso, e vedo i vostri piedi che calpestano la Terra e che gettate delle cose di plastica per terra, eppure vi sono indispensabile. Vivo in alcune  piccole pozze, o in enormi terreni di sabbia devo voi venite per divertirvi e straviarvi, ospito tantissime specie diverse di animali, sono un po’ come i miei figli e gli voglio bene. Io vi cado sulla testa ogni tanto e voi ne siete infastiditi, ma non sapete che se cado e mi uccido ogni volta, lo faccio solo per salvarvi. Non mi costa niente restare lassù nel cielo e continuare ad osservarvi e a farmi gli affari miei, invece cado per dare da bere alla Terra, la vostra casa, la mia casa, che però state uccidendo .Voi per me non fate niente, anzi, ora che ci penso bene, mi avete dedicato alcune canzoni e poesie, questo lo ammetto e sono anche molto molto  belle, eppure continuate a uccidermi ogni minuto, gettando le vostre cose di plastica nel mio corpo, uccidendo i miei figli e rendendomi sporca, camion e camion di plastica dentro di me, ogni minuto, perché? Perché lo fate? Se siete vivi è grazie a me. Non credo che vivere per anni con il corpo morto dei vostri figli dentro voi stessi, vi faccia sentire bene, non credo che una madre sia felice di vedere morire i propri figli e non poter fare niente per salvarli. Siete proprio ingrati sapete? Ci sono persone che fanno chilometri e chilometri ogni giorno per avermi con loro, mentre voi, mi trattate come una cosa superflua, tanto ormai sapete che ci sono, e non mi considerate nemmeno. Non sono fatta di ferro e ogni tanto mi arrabbio, allora vi faccio del male con le mia alluvioni, grandini e tsunami, come voi fate con me. Vi piace? Vi piace quando lo faccio? Be’ non credo, ma sappiate che non piace neanche a me quello che state facendo voi. Credete che vi sia tutto dovuto, anche se in realtà sono io che comando, e voi siete al mio controllo. Ogni tanto vorrei sparire, per vedere che cosa fareste, probabilmente sareste spacciati in meno di quattro giorni. Non siete mai contenti, se ci sono e in abbondanza, vi da fastidio perché avete paura di me, se invece non ci sono mi chiamate come un uccellino chiama la madre per il cibo. Questa cosa mi da fastidio perché mi avete fatto capire che esseri ingrati che siete. Sarebbe bello vedere cosa fareste se io non ci fossi più, niente più me, niente più vita. Spero che abbiate capito come mi senta.

Vostra, Acqua.