di MATTIA PETTENELLO

 

 

L’ acqua, si dice, sia buona… ma sarà davvero così?

Andiamo a scoprirlo…

Dal Monte Everest un giorno, nacque un’acqua molto dolce e pura, pronta per andare a soddisfare il bisogno degli umani.

Scese giù dall’Everest in mezzo ai ghiacciai, alla neve, alle rocce e agli alberi, facendosi amiche e coinvolgendo tutte le altre acque che incontrava.

Passava da un monte all’altro con agilità insieme alle sue amiche: assieme passarono tutti i monti del nord passando dalle Alpi al monte Rosa, passando per Italia, Spagna, Francia, Germania fino ad arrivare ai mari dell’Inghilterra seguendo le fredde correnti marine.

In un bel castello nel nord della Scozia, viveva un ricco conte di nome George con suo figlio Harry.

Il conte era famoso soprattutto per due cose: la sua enorme ricchezza ereditata dalla sua famiglia e per la sua igiene; pensate che faceva il bagno nella sua enorme vasca quattro volte al giorno!

Il conte George amava l’acqua, ogni volta che preparava la sua vasca da bagno la coccolava con dei petali di rosa e lavava sempre la vasca perché lei si sentisse a suo agio.

Con il passare del tempo il conte cominciò a mettere sempre più sapone nella vasca, tanto che l’acqua cominciò ad infastidirsi perché si sentiva avvelenata e per questo fatto decise di avvelenare il conte.

Assieme alle sue amiche acque mise del veleno nella vasca e al momento del bagno l’acqua entrò nelle orecchie, nel naso e nella bocca avvelenando il conte George.

Subito il figlio Harry diede l’allarme:”il conte George è stato avvelenato!”

Subito la notizia si sparse e la polizia attraverso delle scrupolose indagini condotte nelle tubature, riuscì ad incastrare l’acqua che finì in galera racchiusa in bottiglie di vetro.

Un vecchio ladro che aveva seguito tutta la vicenda, sapendo che l’acqua aveva ucciso il suo nemico di vecchia data, il conte George, fece evadere l’acqua di galera in segno di complicità.

Le acque riassaporando il gusto della libertà se ne andavano in giro per le strade e per i tombini.

Scendendo nelle fogne si accorsero che molte di loro dovevano adattarsi alle esigenze della gente: alcune dovevano essere calde, altre fredde, quasi tutte potabili, ma soprattutto si accorsero di quanta acqua andasse sprecata! Per quanto tempo ancora gli umani avrebbero avuto acqua se ne fosse stata sprecata ancora?

Con questo dubbio le acque uscirono allo scoperto ma la polizia riuscì di nuovo ad arrestarle per l’omicidio del conte: questa volta però, l’acqua chiese di poter parlare con il re Romualdo d’Edimburgo perché gli umani dovevano essere avvisati!

Il re fu ben felice di poter parlare con l’acqua e alla spiegazione di quello che l’acqua aveva visto, il re decise di non far più incarcerare l’acqua per quello che aveva fatto ma la volle al suo fianco come ‘consigliere speciale del re’.

Negli anni l’acqua, appoggiata dal re Romualdo d’Edimburgo, propose sempre delle iniziative per far si che la gente stesse più attenta al consumo dell’acqua e all’inquinamento e per questo motivo fu premiata con il premio Nobel per il benessere umano.