di GIACOMO PANTANO

 

 

Tanto tempo fa nella cittadina di Aberdale, a sud degli Stai Uniti, viveva un ragazzo di nome James. Questo ragazzo, fin da piccolo, si era dimostrato molto introverso e poco socievole. Rimaneva sempre in disparte e parlava poco con gli altri tanto che la madre decise di iscriverlo ad un corso di nuoto. Il ragazzo nonostante non volesse andarci si presentò in piscina. James mostrò da subito una grande affinità con l’acqua. Sapeva nuotare benissimo ma il suo vero punto di forza era l’apnea. Riusciva a stare per più di tre minuti dentro l’acqua!!! Un giorno a fine lezione, l’istruttrice si precipitò nel parcheggio davanti alla piscina per parlare con la madre di James e le disse: “Signora, suo figlio ha del potenziale incredibile, oggi è riuscito a rimanere sott’acqua per più di tre minuti, alla sua età in pochissimi riescono a farlo! ‘’ La madre ne fu entusiasta pensando di aver fatto la cosa giusta iscrivendolo a nuoto. Il tempo passava e James continuava a migliorare sempre di più finché non iniziò a partecipare a diversi tornei di apnea dove continuava a vincere. La stanza di James era piena di trofei e non aveva intenzione di fermarsi al punto che venne convocato per rappresentare gli Stati Uniti alle olimpiadi all’ età di soli 14 anni. Per festeggiare la madre decise di portarlo al mare. Arrivati lì, James preso dalla frenesia di buttarsi in acqua iniziò a correre che non si rese conto delle rocce scivolose sotto i suoi piedi e cadde a terra. L’ urto fu talmente forte che James perse i sensi. Quando si risvegliò non si trovava più nella spiaggia ma in una spaventosa grotta. Era stanco e molto affamato, in quel momento pensò di essere stato trasportato lì dalla marea quindi pensò che ci sarebbe stato per molto tempo. Provò a pescare per placare la sua fame ma non ci riuscì e dato che incombeva una tempesta decise di inoltrarsi nella caverna per ripararsi. Non vedeva nulla poiché il sole era stato interamente ricoperto dalle nuvole; percorse qualche metro ma venne colpito da un bagliore che proveniva da una crepa nella parete, preso dalla irrefrenabile curiosità passò attraverso la fessura e ciò che vide lo fece rimanere di stucco. C’era una città intera là dietro!!! Un grande villaggio di capanne di legno delle dimensioni di una casetta per cani. Ma la cosa più strabiliante erano gli abitanti che erano piccolissimi. James si addentrò nella città e vide tutti gli abitanti scappare nelle loro case urlando:” Ti prego, Signor Gigante non mangiarci!!’’. James li tranquillizzò e iniziò a parlare con quello che doveva essere il loro capo che gli disse che vivevano lì da moltissimo tempo. James disse che era arrivato lì grazie alla marea e che aveva moltissima fame. Il loro capo fu talmente gentile da offrirgli cibo e bevande. James bevve e mangiò in grande quantità ma poi dovette rivelargli il suo desiderio di tornare a casa. Il capo, che non era mai uscito dalla caverna, riunì tutti i cittadini e gli chiese qualche informazione sul mondo in cui viveva. James raccontò loro molte cose riguardo la sua vita e la sua città natale. Gli abitanti impazzivano per le sue storie e gli chiedevano in continuazione di raccontargliene altre. I giorni passavano e James ogni giorno raccontava loro nuove storie ma nonostante questo sentiva nostalgia di casa. Così decise di fare scorta di provviste e di mettersi in viaggio. Costruì una piccola imbarcazione, ma sufficiente a  portare lui e le provviste. James iniziò a vagare in lungo e in largo senza sapere dove andava finché non vide un’isola, non era molto grande e decise di sbarcarci per riposarsi. Rimase lì per qualche ora tranquillità quando fu attratto da una dolcissima voce proveniente dalla parte più centrale dell’isola; decise di capire da dove provenisse e cominciò ad addentrarsi nell’isola fino a quando i suoi occhi non videro una sirena che cantava come un usignolo, bellissima ma non spaventata dalla sua presenza. Troppi anni in solitudine e il desiderio di trovare qualcuno con cui parlare avevano avuto il sopravvento. Quando vide James impazzì di gioia e si trattenne a fatica nel laghetto dove viveva. James che non aveva mai visto una sirena rimase ammaliato da tanta bellezza e le chiese come mai vivesse in un laghetto e non nel mare. Lei gli disse che viveva lì perché il mare era un luogo troppo pericoloso e quindi molto meglio il lago in quanto più tranquillo e piccolo. James incuriosito dall’ argomento le chiese come mai fosse sola ora. Lei rispose che aveva avuto un ragazzo che non sopportava più la tranquillità del laghetto e perciò decise di tornare nell’ oceano. Purtroppo fece una brutta fine in quanto venne mangiato da uno Squalo Bianco. La sirena diede a James del cibo e poi dato che stava calando il buio gli propose di rimanere lì per la notte. Il giorno successivo James dovette lasciare l’isola e anche la sirena. Riprese a navigare ma questa volta passarono molti giorni prima di trovare un’altra isola e il cibo incominciava a scarseggiare ma nonostante ciò James, tra un miraggio e l’altro, riuscì a trovare un’altra isola dove sostare. Lì stranamente non trovò nessuno, tranne il vecchio relitto di una nave, all’interno non c’era nulla di particolare ma nella stanza che sembrava essere quella del trovò un interessante uncino tempestato di diamanti che decise di tenere. Fece nuovamente scorta di provviste e si rimise in viaggio. Il tempo passava e James non trovava più isole dove attraccare e stava per infuriare una tempesta così decise di spiegare le vele e andare a tutta velocità per superarla ma non ci riuscì. Nell’ oscurità della tempesta intravide un’isola ma la vista lo ingannò…era uno scoglio!!! La corrente lo spinse a tutta velocità contro lo scoglio, distrusse la nave, e lui cominciò a sprofondare sempre di più nelle acque gelide, si rese conto che non gli era rimasto più molto tempo da vivere quindi chiuse gli occhi e si lasciò andare alla marea ma si accorse che non gli mancava il fiato così decise di riaprire gli occhi. Era di nuovo sulla spiaggia e affianco a sé aveva la sua famiglia. Si alzò e ripeté più volte:” Era solo un sogno…Era solo un sogno….Era solo un sognoooo!!!”